itinerari culturali

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Percorso dell’Ecomuseo

L’itinerario, che si snoda per circa 3 km e mezzo dalla chiesetta della Madonna delle Grazie (m 1.157), poco oltre Albaredo, fino all’alpe di Vesenda bassa, permette di osservare alcuni luoghi e manufatti tipici dell’attività contadina di questa comunità orobica presentandoli nella loro cornice naturale. I luoghi di interesse sono segnalati da pannelli illustrativi.
Dalla chiesetta della Madonnina si scende percorrendo l’antica via Priula fino a raggiungere il ponte che scavalca il torrente della valle Piazza e si prosegue fino al successivo ponte sul torrente Pedena. Qui si trova il primo luogo di interesse, l’antica segheria, costruita nel 1935, utilizzata dai numerosi boscaioli che lavoravano in valle.
Oltrepassato il ponte, appena sotto la strada si può vedere una carbonaia che documenta l’attività del carbonaio, sopravvissuta in valle fino ad un paio di generazioni fa.
Procedendo, il terzo luogo segnalato è il casello dove veniva posto il latte appena munto e lasciato il tempo necessario perché affiorasse la panna.
Salendo ancora, si raggiungono le baite più basse del dosso Chierico (m. 1.219) ed un bivio dove si lascia la via Priula e si imbocca una larga mulattiera che scende sulla destra e si addentra nel cuore della valle, raggiungendo il torrente Bitto per passare sul lato opposto e salire all’alpe di Vesenda bassa.
Lungo questo tratto si possono vedere anche alcuni ruderi dei forni fusori, a quota 1.180: La produzione del ferro, fin dal medioevo, fu un importante elemento nell’economia delle valli orobiche; il ferro veniva trasportato nella bergamasca attraverso i valichi alpini.
L’ultimo monumento di interesse segnalato all’alpe di Vesenda Bassa è il più celebre albero della provincia di Sondrio, l’abete di Vesenda: si tratta di un abete bianco di 300-350 anni dalle dimensioni ragguardevoli (38,50 metri di altezza, 5,65 metri di circonferenza, 1,79 metri di diametro a petto d'uomo).

L’antica via Priula

Si tratta di un’antica via di comunicazione transorobica che permise alla Valtellina di diventare fulcro di intensi traffici commerciali che diedero benessere all’intero territorio. E’ chiamata così in onore del podestà di Bergamo Alvise Priuli che a fine Cinquecento ne promosse la realizzazione per incrementare i traffici commerciali e militari tra Valtellina, allora sotto la dominazione Grigiona, e il versante bergamasco della val Brembana, dominato dalla Repubblica di Venezia. Il percorso permetteva quindi di collegare commercialmente l’area del Mediterraneo con il centro Europa attraverso il passo S. Marco.
Il tracciato era allora percorribile da carri carichi di merci trainati da cavalli ed oggi è un affascinante itinerario escursionistico, in alcuni tratti ancora ben conservato, come ad esempio quello che incrocia il percorso dell’Ecomuseo, dalla chiesetta della Madonnina, poco oltre Albaredo, verso l’alpe Vesenda.

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